Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 360
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“Oltre a questo, Udāyī, io conosco molti esseri celesti sui quali la luce del sole e della luna non fa alcuna impressione. Ma comunque non dico: ‘Lo splendore rispetto al quale non c’è splendore migliore’. Ma dello splendore inferiore a una lucciola tu dichiari: ‘Questo è lo splendore supremo’, e non lo descrivi” “Il Beato ha tagliato corto la discussione! Il Santo ha tagliato corto la discussione!” “Ma, Udāyī, perché dici così?” “Signore, la nostra tradizione dice così: ‘Questo è lo splendore supremo, questo è lo splendore supremo’. Ma se torchiati, pressati, ed esortati sulla nostra tradizione, ne esce fuori che siamo vuoti, vacui, e in errore” “Ma, Udāyī, esiste un mondo di felicità perfetta? Ed esiste una pratica fondata per realizzare un mondo di felicità perfetta?” “Signore, la nostra tradizione dice così: ‘Esiste un mondo di felicità perfetta. Ed esiste una pratica fondata per realizzare un mondo di felicità perfetta’”

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