“No, Signore. per quell’elefante quei finimenti sono deboli, flebili, marciti, e insostanziali” Allo stesso modo, quando dico a certi giovani di rinunciare a qualcosa, dicono: ‘Ma come, dobbiamo solo rinunciare a una cosa così banale e insignificante come questa, quando il Beato ci dice di rinunciarci, il Santo ci dice di lasciarla andare?’ Ci rinunciano, e non nutrono acidità nei miei confronti; e quando i monaci che vogliono addestrarsi ci rinunciano, dimorano rilassati, indisturbati, vivendo di carità, con cuori liberi come cerbiatti selvaggi. Per loro quel legame è debole, flebile, marcito, e insostanziale.