Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 600
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Allora Kāpaṭika pensò: “L’asceta Gotama sta interagendo con me. Perché non gli faccio una domanda?”. Allora disse: “Signor Gotama, riguardo a ciò che per lignaggio di testamento e autorità canonica è la collezione di inni dei bramini, i bramini giungono alla conclusione categorica: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’. Cosa dice lei a riguardo?” “Beh, Bhāradvāja, c’è anche solo un singolo bramino che dice così: ‘Io so questo, io vedo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?” “No, Signor Gotama” “Beh, c’è anche sono un singolo maestro dei bramini, o un maestro di maestri, o qualcuno fino alla settima generazione di maestri che dice così: ‘Io so questo, io vedo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?” “No, Signor Gotama” “Beh, e gli antichi veggenti dei bramini, cioè Aṭṭhaka, Vāmaka, Vāmadeva, Vessāmitta, Yamadaggi, Aṅgīrasa, Bhāradvāja, Vāseṭṭha, Kassapa, e Bhagu? Furono gli autori e i propagatori degli inni. Le loro collezioni venivano cantate e propagate, e furono compilate in tempi antichi; e al giorno d’oggi i bramini continuano a cantarle e a recitarle, recitando ciò che veniva recitato, e insegnando ciò che veniva insegnato. Almeno loro dissero: ‘Noi sappiamo questo, noi vediamo questo: questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’?” “No, Signor Gotama” “Quindi, Bhāradvāja, sembra che non ci sia nemmeno un singolo bramino, nemmeno uno fino alla settima generazione di maestri, nemmeno gli antichi veggenti dei bramini, che dice: ‘Noi sappiamo questo, noi vediamo questo: ‘Questa è l’unica verità, qualsiasi altra idea è sciocca’.

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