“Sì, Signore”, rispose il laico Upāli al gianista Ñātika. Si alzò dal proprio posto, si inchinò, e lo circomambulò mantenendolo alla propria destra. Poi andò dal Buddha, si inchinò, si sedette a lato, e gli disse: “Signore, è passato di qua l’asceta giainista Dīgha Tapassī?” “Sì, laico” “Ma ci ha avuto una conversazione?” “Sì” “E che tipo di conversazione ci ha avuto?” Allora il Buddha informò Upāli di tutto ciò di cui avevano discusso. Detto ciò, il laico Upalī gli disse: “Bene, bene, Signor Tapassī! L’asceta giainista Dīgha Tapassī ha risposto all’asceta Gotama come un discepolo colto che comprende correttamente le istruzioni del suo maestro. Poiché che impressione fa il misero bastone mentale in confronto al solido bastone fisico? Piuttosto, il bastone fisico è il più grave per compiere cattive azioni, non così tanto il bastone verbale, o il bastone mentale” “Laico, finché dibatti sulla base della verità, possiamo parlarne” “Dibatterò sulla base della verità, Signore. Parliamone”