Chi tra gli umani ruba: conoscilo, Vāseṭṭha, come un bandito, non un bramino. Chi tra gli umani lancia frecce: conoscilo, Vāseṭṭha, come un soldato, non un bramino. Chi tra gli umani fa il prete: conoscilo, Vāseṭṭha, come un sacerdote, non un bramino. Chi tra gli umani tassa villaggi e nazione: conoscilo, Vāseṭṭha, come un sovrano, non un bramino. Non chiamo qualcuno bramino secondo il grembo materno da cui è nato. Se ha ancora attaccamenti, è solo qualcuno che dice ‘Signore’. Non possedere nulla, non prendere nulla: È questo che chiamo un bramino. Avendo tagliato ogni catena non ha ansia; Ha sciolto le catene ed è distaccato: È questo che chiamo un bramino. Ha tagliato la cinghia e tolto l’imbracatura, redini e briglie; con traversa alzata, è risvegliato: È questo che chiamo un bramino. Abusi, uccisioni, imprigionamenti: li sopporta senza rabbia. La pazienza è il suo potente esercito: È questo che chiamo un bramino. Non irritabile né pretenzioso, doveroso verso precetti e osservanze, domato, porta il suo ultimo corpo: È questo che chiamo un bramino.