“‘L’asceta Gotama possiede le tre conoscenze’. Rispondendo così ripeteresti ciò che ho detto, e non mi rappresenteresti male con una falsità. Spiegheresti in linea con il mio insegnamento, senza basi legittime per confutazioni e critiche. Poiché, Vaccha, quando voglio, ricordo i miei molti tipi di vite passate. Cioè: una nascita, due nascite, tre nascite, quattro nascite, cinque nascite, dieci nascite, venti nascite, trenta nascite, quaranta nascite, cinquanta nascite, cento nascite, mille nascite, centomila nascite; molte ere di formazione, molte ere di dissoluzione, molte ere di formazione e dissoluzione. Ricordo: ‘Lì, mi chiamavo così, quella era la mia famiglia, ero fatto così, e quello era il mio cibo. Sentivo piacere e dolore così, e la mia vita finì così. Una volta deceduto da quel posto rinacqui da un’altra parte. Anche lì, mi chiamavo così, quella era la mia famiglia, ero fatto così, e quello era il mio cibo. Sentivo piacere e dolore così, e la mia vita finì così. Una volta deceduto da quel posto rinacqui qui’. E così ricordo i miei vari tipi di vite passate, nei particolari e nello specifico. E quando voglio, con chiaroveggenza purificata e sovrumana, vedo gli esseri viventi morire e rinascere; inferiori e superiori, belli e brutti, in un bel posto o un brutto posto. Comprendo come gli esseri viventi rinascono secondo le proprie azioni. E ho realizzato la libertà incorrotta della mente e la libertà attraverso saggezza in questa stessa vita, e dimoro avendo raggiunto ciò con la mia conoscenza diretta grazie all’eliminazione dei contaminanti. ‘L’asceta Gotama possiede le tre conoscenze’. Rispondendo così ripeteresti ciò che ho detto, e non mi rappresenteresti male con una falsità. Spiegheresti in linea con il mio insegnamento, senza basi legittime per confutazioni e critiche”. Detto ciò, l’errante Vacchagotta disse al Buddha: “Signor Gotama, ci sono laici che, senza abbandonare le catene della vita laica, pongono fine alla sofferenza alla dissoluzione del corpo?” “No, Vaccha”