Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 177
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“Immagina un abile addestratore di cavalli che ottiene un buon purosangue. Prima di tutto lo abituerebbe a indossare il morso. Dato che non l’ha mai indossato prima d’ora, si contorce, si piega, e cerca di evitarlo. Ma attraverso la pratica regolare e graduale quel suo comportamento si placa definitivamente. Fatto ciò, l’addestratore lo abitua a indossare i finimenti. Dato che non li ha mai indossati prima d’ora, si contorce, si piega, e cerca di evitarlo. Ma attraverso la pratica regolare e graduale quel suo comportamento si placa definitivamente. Fatto ciò, l’addestratore lo abitua a camminare in processione, a cerchio, a rampare, a galoppare, a caricare, gli insegna i protocolli e le tradizioni cortesi, con la miglior velocità, agilità, ed eleganza. Dato che non l’ha mai fatto prima d’ora, si contorce, si piega, e cerca di evitarlo. Ma attraverso la pratica regolare e graduale quel suo comportamento si placa definitivamente. Fatto ciò, l’addestratore lo ricompensa con una spazzolata e una massaggiata. Un buon purosangue con questi dieci fattori è degno di un re, idoneo a servire un re, ed è considerato un fattore reale.

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