Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 283
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Cosa ne pensi, Māgaṇḍiya? Quella persona cieca dalla nascita ha fatto ciò conoscendo e vedendo, o per fede nella persona vedente?” “Non ha fatto ciò conoscendo e vedendo, ma per fede nella persona vedente” “Allo stesso modo, gli erranti delle altre religioni sono ciechi e senza vista. Pur non conoscendo la salute e non vedendo l’estinzione, comunque recitano questo verso: ‘La salute è la benedizione suprema; l’estinzione la felicità suprema’. Poiché questo verso veniva recitato dai perfetti, dai Buddha completamente risvegliati del passato: ‘La salute è la benedizione suprema; l’estinzione la felicità suprema. Tra i percorsi, il supremo è l’ottuplice, è sicuro, e porta alla libertà dalla morte’. Di questi tempi è diventato gradualmente un versetto usato dalla gente comune. Ma, Māgaṇḍiya, questo corpo è una malattia, un ascesso, un dardo, una miseria, un’afflizione. Eppure tu dici di questo corpo: ‘Questa è quella salute, Signor Gotama, questa è quell’estinzione!’ Māgaṇḍiya, tu non possiedi la visione nobile attraverso la quale potresti conoscere la salute e vedere l’estinzione” “Sono fiducioso che il Signor Gotama sia in grado di insegnarmi affinché io possa conoscere la salute e vedere l’estinzione”

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