Ma se risponde: ‘Non è possibile, principe’, digli questo: ‘Allora, Signore, perché dichiarasti di Devadatta: “Devadatta andrà in un posto di perdizione, all’inferno, e ci rimarrà per un era intera, irredimibile?” Devadatta era arrabbiato e disturbato a causa di ciò che hai detto’. Quando gli presenterai questo dilemma, l’asceta Gotama non sarà in grado né di sputarlo né di ingoiarlo. Sarà come un uomo con una croce di ferro incastrata nella gola, incapace di sputarla o di ingoiarla” “Sì, Signore”, rispose Abhaya. Si alzò, si inchinò, e circomambulò il giainista Ñātika, mantenendolo alla propria destra. Poi andò dal Buddha, si inchinò, e si sedette a lato.