Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 62
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“Cosa ne pensi, laico? Prendi un asceta giainista ammalato, sofferente, gravemente malato. Rifiuta l’acqua fredda e usa solo acqua calda. Non usando acqua fredda, potrebbe morire. Ora, il gianista Ñātika dove dice che rinascerebbe?” “Signore, ci sono degli angeli chiamati “legati dalla mente”. Rinascerebbe tra loro. Perché questo? Perché morirebbe con attaccamento mentale” “Pensaci, laico! Dovresti pensare prima di rispondere. Ciò che hai detto prima e ciò che hai detto dopo non combaciano. Ma avevi detto che avresti dibattuto sulla base della verità” “Anche se il Buddha dice così, comunque il bastone fisico è il più grave per compiere cattive azioni, non così tanto il bastone verbale o il bastone mentale” “Cosa ne pensi, laico? Prendi un asceta giainista che si contiene in tutto ciò che c’è da contenere, è imbrigliato in tutto ciò che c’è da contenere, si è scrollato di dosso il male in tutto ciò che c’è da contenere, e si frena in tutto ciò che c’è da contenere. Nell’andare e tornare per sbaglio ferisce molte piccole creature. Ora, che risultato dice l’asceta giainista che incorrerebbe?” “Signore, il giainista Ñātika dice che gli atti involontari non sono molto gravi” “Ma se sono intenzionali?” “Allora sono molto gravi” “Ma il giainista Ñātika dove dice che sia classificata l’intenzione?” “Nel bastone mentale, Signore”

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