Immagina un uomo povero, con pochi averi e pochi soldi. Possiede un solo tugurio rotto aperto ai corvi, non dei migliori; un solo divano rotto, non dei migliori; un solo vaso per il grano, non dei migliori; e una sola moglie, non delle migliori. Vede un monaco che siede dedito allo sviluppo della mente elevata all’ombra fresca, con mani e piedi ben lavati dopo aver mangiato un pasto delizioso. Pensa: ‘La vita ascetica è così piacevole! La vita ascetica è così bella! Se solo potessi tagliarmi capelli e barba, indossare l’abito marrone, e lasciare la vita di casa per quella mendicante’. Ma non è in grado di rinunciare al suo tugurio rotto, al suo divano rotto, al suo vaso per il grano, o a sua moglie, nessuno dei quali è dei migliori, per lasciare casa. Sarebbe giusto dire che per quell’uomo questi legami sono deboli, flebili, marciti, e insostanziali?” “No, Signore. Per quell’uomo sono legami forti, solidi, e robusti, un nodo che non è marcito, e un pesante giogo”