“‘Uccidere deve essere abbandonato attraverso il non uccidere’. Questo è quello che ho detto, ma perché l’ho detto? È quando un discepolo nobile riflette: ‘Sto praticando per abbandonare e tagliare le catene che potrebbero portarmi a uccidere. Ma se dovessi uccidere, a causa di ciò rimprovererei me stesso; le persone giudiziose, esaminando la situazione, mi criticherebbero; e alla dissoluzione del corpo, dopo la morte, potrei aspettarmi di rinascere in un brutto posto. E uccidere è in sé una catena e un impedimento. I contaminanti angoscianti e febbrili che si manifesterebbero a causa dell’uccidere non si manifestano in chi non uccide’. ‘Uccidere deve essere abbandonato attraverso il non uccidere’. Questo è ciò che ho detto, e questo è perché l’ho detto.