Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 182
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“Questo è esattamente quello che accade quando dico a certi sciocchi di rinunciare a qualcosa. Dicono: ‘Ma come, una cosa così banale e insignificante come questa? Questo asceta è troppo severo!’ Non ci rinunciano, e nutrono acidità nei miei confronti; e per i monaci che vogliono addestrarsi, diventa un legame forte, solido, e robusto, un nodo che non è marcito, e un pesante giogo. Immagina che una quaglia sia legata con una liana, e che aspetti di venire ferita, ingabbiata, o uccisa. Sarebbe giusto dire che per quella quaglia la liana è debole, flebile, marcia, e insostanziale?” “No, Signore. Per quella quaglia la liana è un legame forte, solido, e robusto, un nodo che non è marcito, e un pesante giogo” “Allo stesso modo, quando dico a certi sciocchi di rinunciare a qualcosa, dicono: ‘Ma come, una cosa così banale e insignificante come questa? Questo asceta è troppo severo!’ Non ci rinunciano, e nutrono acidità nei miei confronti; e per i monaci che vogliono addestrarsi, diventa un legame forte, solido, e robusto, un nodo che non è marcito, e un pesante giogo.

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