Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 57
เข้าสู่ระบบเพื่อคั่นหน้า

Così l’asceta giainista Dīgha Tapassī fece confermare la propria posizione al Buddha per la terza volta, dopodiché si alzò dal proprio posto e andò dal giainista Ñātika. In quell’occasione il giainista Ñātika era seduto assieme a una grande assemblea di laici Bālaki diretti da Upāli. Vide Dīgha Tapassī arrivare da lontano e gli disse: “Allora, Tapassī, da dove vieni nel bel mezzo del giorno?” “Proprio ora, signore, vengo dalla presenza dell’asceta Gotama” “Ma ci hai avuto una conversazione?” “Sì” “E che tipo di conversazione ci hai avuto?” Allora Dīgha Tapassī informo il giainista Ñātika di tutto ciò di cui aveva discusso. Una volta che ebbe parlato, il giainista Ñātika gli disse: “Bene, bene, Tapassī! Dīgha Tapassī ha risposto all’asceta Gotama come un discepolo colto che comprende correttamente le istruzioni del suo maestro. Poiché che impressione fa il misero bastone mentale in confronto al solido bastone fisico? Piuttosto, il bastone fisico è il più grave per compiere cattive azioni, non così tanto il bastone verbale, o il bastone mentale”.

เข้าสู่ระบบเพื่อรับ ๒๐ แต้มบุญจากการอ่านหน้านี้