Così ho sentito. Una volta il Buddha dimorava vicino a Kosambī, nel monastero di Ghosita. In quell’occasione l’errante Sandaka si trovava nella caverna dell’albero di fico dalle foglie ondulate, assieme a un’assemblea di circa cinquecento erranti. Nel tardo pomeriggio, il Venerabile Ānanda uscì da ritiro e si rivolse ai monaci: “Venite, fratelli, andiamo alla Piscina di Devakata a vedere la caverna” “Sì, fratello”, risposero i monaci. Allora il Venerabile Ānanda e vari monaci andarono alla Piscina di Devakata. In quell’occasione Sandaka e l’assemblea di erranti erano seduti facendo un gran trambusto, un terribile baccano. Conversavano su ogni tipo di argomento vile, come: conversazioni su re, banditi, e ministri; conversazioni su eserciti, minacce, e guerre; conversazioni su cibo, bevande, vestiti, e letti; conversazioni su collane e profumi; conversazioni su famiglia, veicoli, villaggi, cittadine, città, e Paesi; conversazioni su donne ed eroi, conversazioni da strada e pettegolezzi; conversazioni sui defunti, chiacchiere; storie di terra e mare; e conversazioni sull’esistenza in questo o quello stato.