Sakuludāyī vide il Buddha arrivare da lontano e zittì l’assemblea: “Silenzio, cari signori, non fate rumore. Arriva l’asceta Gotama. Al venerabile piace la quiete e loda la quiete. Magari se nota che la nostra assemblea è in silenzio riterrà opportuno avvicinarsi”. Quindi gli erranti taquero. Allora il Buddha andò da Sakuludāyī, che gli disse: “Venga, Beato Signore! Benvenuto, Beato Signore! È molto tempo che non ha opportunità di venire qui. Per favore, Signore, si sieda, il posto è pronto”. Il Buddha si sedette sul posto preparato, mentre Sakuludāyī prese un posto più basso e si sedette a lato. Il Buddha gli disse: “Udāyī, di cosa stavate parlando mentre eravate seduti proprio ora? Che conversazione è stata interrotta?” “Signore, lasci stare ciò di cui stavamo parlando mentre eravamo seduti proprio ora. Non le sarà difficile sentirlo più tardi. Quando non ci sono io nell’assemblea, si siedono a conversare su ogni tipo di argomento vile. Ma quando ci sono io nell’assemblea, si siedono e ammirano solo me, pensando: ‘Qualunque cosa l’asceta Udāyī insegni, la ascolteremo’. Ma quando il Buddha è nell’assemblea, sia io stesso che l’assemblea ammiriamo il Buddha, pensando: “Qualunque cosa il Buddha insegni, la ascolteremo”