In quell’occasione vari monaci stavano camminando all’aperto. Il Re Pasenadi di Kosala andò da loro e disse: “Signori, dove si trova il Beato, il perfetto, il Buddha completamente risvegliato al momento? Poiché vorrei vederlo” “Grande re, quella è la sua dimora, con la porta chiusa. Avvicinati piano, senza fretta; vai sul portico, schiarisciti la gola, e bussa col chiavistello. Il Buddha aprirà la porta” Il re consegnò immediatamente la propria spada e il proprio turbante a Dīgha Kārāyana, che pensò: “Ora il re vuole stare da solo. Aspetterò qui”. Poi il re si avvicinò alla dimora del Buddha, si schiarì la gola e bussò, e il Buddha aprì la porta. Il Re Pasenadi entrò nella dimora, si inchinò con la testa ai piedi del Buddha, accarezzandoli e ricoprendoli di baci, e pronunciò il proprio nome: “Signore, sono Pasenadi, re di Kosala! Sono Pasenadi, re di Kosala!” “Ma, grande re, per quale ragione mostri così tanta devozione per questo corpo, trasmettendo il tuo affetto?” “Signore, deduco del Buddha dall’insegnamento: ‘Il Beato è un Buddha completamente risvegliato. L’insegnamento è ben spiegato. La comunità sta praticando bene’. Succede, Signore, che veda qualche asceta o bramino che segue il percorso spirituale solo per un periodo limitato: dieci, venti, trenta, o quarant’anni. Qualche tempo dopo, ben lavato e unto, con capelli e barba curati, si diverte, fornito dei cinque tipi di stimolazione dei sensi. Ma qui vedo i monaci seguire il percorso spirituale completamente pieno e puro finché vivono, fino all’ultimo respiro. Non vedo un percorso spirituale così completo e puro da nessun’altra parte. È per questo che deduco del Buddha dall’insegnamento: ‘Il Beato è un Buddha completamente risvegliato. L’insegnamento è ben spiegato. La comunità sta praticando bene’.