Discorsi medi: I cinquanta di mezzo
ฉบับแปลอิตาลี · Volume 13 · Page 390
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In quell’occasione un giovane di nome Raṭṭhapāla, figlio di una delle famiglie eminenti di Thullakoṭṭhika, era seduto nell’assemblea. Pensò: “Per come capisco l’insegnamento del Buddha, non è facile per chi vive a casa seguire il percorso spirituale in modo totalmente completo e puro, come un guscio lucidato. Perché non mi taglio capelli e barba, indosso l’abito marrone, e lascio la vita di casa per quella mendicante?” Poi, avendo tratto piacere e gioito in ciò che il Buddha disse, i bramini e i laici di Thullakoṭṭhika si alzarono dai propri posti, si inchinarono, e circumambularono il Buddha, mantenendolo alla propria destra, prima di andare. Poco dopo che se ne andarono, Raṭṭhapāla andò dal Buddha, si inchinò, si sedette a lato e gli disse: “Signore, per come capisco l’insegnamento del Buddha, non è facile per chi vive a casa seguire il percorso spirituale in modo totalmente completo e puro, come un guscio lucidato. Desidero tagliarmi capelli e barba, indossare l’abito marrone, e lasciare la vita di casa per quella mendicante. Signore, potrei lasciare casa, e ricevere l’ordinazione in presenza del Buddha? Che il Buddha per favore mi dia i voti!” “Ma, Raṭṭhapāla, hai il permesso dei tuoi genitori?” “No, Signore” “Raṭṭhapāla, i Realizzati non permettono di lasciare casa ai figli di genitori che non hanno dato il proprio permesso” “Mi assicurerò, Signore, di ricevere il permesso dei miei genitori”.

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